La Transiberiana d’Italia tra Abruzzo e Molise

La Transiberiana d’Italia tra Abruzzo e Molise

1024 576 Massimo

Nel cuore dell’Appennino tra Abruzzo e Molise corre la vecchia Sulmona Isernia, la tratta ferroviaria più alta di Italia dopo il Brennero che corre tra nevi e montagne.

Consigliato da Associazione Le Rotaie

Soprannominata affettuosamente Transiberiana d’Italia per il particolare percorso in quota spesso coperto di ghiaccio e neve, la tratta Sulmona Isernia è una tratta dal grande fascino paesaggistico incastonata nel cuore dell’Appennino tra Abruzzo e Molise.

La sua caratteristica peculiare, che l’ha resa famosa in Italia e all’estero, è il percorso ardito che per tutto l’inverno è un’avventura tra coltri di neve e temperature anche 10 gradi sottozero.

Partendo da Sulmona (AQ), si arrampica sul massiccio della Majella in pieno Parco Nazionale, toccando una ventina di borghi tra le province di L’Aquila e Isernia, in un territorio ricco di storia e di testimonianze dell’età antica lasciate dai Sanniti, gli storici avversari di Roma, popolazione che ha tramandato ai posteri l’attività pastorale e della transumanza, visibile ancora oggi nella rete di sentieri e tratturi e nella tradizione casearia tipica della zona.

Dopo aver valicato a 1268 mt. di quota, seconda altitudine in Italia di Rete Ferroviaria dopo il Brennero, la tratta attraversa l’alta valle del fiume Sangro e l’Alto Molise in un territorio verde, protetto per la grande biodiversità e poco antropizzato, fino ad Isernia, dopo 128 km.

Concepita per creare un corridoio tra l’Adriatico e l’antica capitale Napoli, chiamata anche per questo “Napoletana”, fu inaugurata nel 1897 e da subito considerata un vero capolavoro di ingegneria civile, perché pur in un territorio morfologicamente molto aspro con continui saliscendi tra le montagne, mantiene una pendenza dolce e si inserisce perfettamente nel contesto che la circonda, costituendo quasi essa stessa un elemento del paesaggio con i propri viadotti ad archi in pietra, le trincee scavate nella roccia, le gallerie e i frequenti cambi di direzione.

Durante il secondo conflitto mondiale venne parzialmente distrutta e, riaperta circa un decennio dopo seguendo il tracciato originale, fino al 2011 è stata aperta al traffico ordinario risultando una importante via di comunicazione transappenninica, specie nella stagione invernale.

Dopo la chiusura e lo spettro della dismissione, dal 2014 la Transiberiana d’Italia è stata inserita nel progetto Binari Senza Tempo della Fondazione FS Italiane ed oggi percorsa, ogni domenica, da carrozze d’epoca risalenti agli anni ’20 e ’30 che permettono di ammirare lentamente dal finestrino il grande fascino dell’Appennino e le sue vedute mozzafiato, con varie soste nelle stazioni che danno la possibilità di visitare i borghi d’arte, partecipare a eventi e manifestazioni tematiche, rassegne culturali, musicali, enogastronomiche e poi praticare sport, d’inverno sulle piste da sci e nelle altre stagioni lungo i sentieri, a piedi, in bici o a cavallo.

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