La Greenway delle Gole del Nera in Umbria

La Greenway delle Gole del Nera in Umbria

824 591 Alessandra Bonfanti

Un circuito di quasi 5 km di grande valenza paesaggistica e turistica che percorre gli antichi percorsi ferroviari come quello che va dal Ponte d’Augusto di Narni Scalo a Nera Montoro

Consigliato da:  Legambiente e Italia Nostra

Con i fondi europei gestiti dalla regione il Comune di Narni è riuscito infatti da poco a rendere il percorso fruibile quasi per intero, riuscendo a percorrere in bici oltre alle Gole fino al Lago e oasi di San Liberato e poi ancora fino al parco archeologico di Ocriculum, ai piedi di Otricoli; poi, volendo proseguire oltre, lungo il Tevere e arrivare a fino a Roma lunga la via dell’acqua sul Tevere.

Si snoda per circa 5 km lungo l’antico tracciato della ferrovia dismessa, passa lungo due gallerie illuminate con foto cellule, percorre il fiume che nasce a Castel sant’Angelo e arriva fino a Nera Montorio, toccando il borgo di Sifone con l’antico porto romano, il bacino delle mole, il ponte di Augusto, il mulino Eroli, l’Abbazia di San Cassiano e le sorgenti del Lecinetto.

Questa nuova greenway rende finalmente fruibile in una modalità slow e a bassissimo impatto l’argine del Nera, in bici e a cavallo, compresi gli appassionati di canoa che potranno ridiscendere il fiume grazie anche ai porticcioli che saranno realizzati a breve da zona di Funara fino alle mole davanti a Nera Montorio, vicino al parco archeologico di Ocriculum. 

 

La descrizione del percorso

Distanza 5 km, percorso pianeggiante con qualche leggero dislivello, estremamente facile, tra Narni Scalo e Nera Montoro Narni (Tr)

 

Cenni generali

Il Nera, maggior tributario del Tevere ha origine nei Monti Sibillini ad una quota di circa 1.800 m s.l.m e scorre per circa 125 chilometri fino alla sua confluenza con il fiume Tevere, nelle vicinanze di Orte Scalo, proprio al confine tra Umbria e Lazio.

A valle della confluenza con il fiume Velino e dopo aver attraversato l’ampia conca Ternana, all’altezza di Narni, il fiume solca trasversalmente la struttura carbonatica dei monti di Narni e d’Amelia, incidendo profonde gole.

Le gole sono percorse da un diverticolo della Flaminia sulla sinistra idraulica del fiume e sulla destra dalla vecchia linea ferroviaria ormai dismessa, trasformata in pista ciclabile.

 

Il Nera in questo tratto è interessato lungo il suo corso da alcune importanti derivazioni che ne modificano il deflusso naturale. Le principali sono il Canale del Medio Nera e il Canale Recentino.

Il Canale Recentino, di lunghezza complessiva pari a circa 8 km, devia delle acque del fiume Nera nel tratto di attraversamento della Conca Ternana per andare ad alimentare il lago dell’Aia.

Nel tratto del fiume Nera è stato inoltre realizzato un invaso artificiale a scopi idroelettrici, il lago di San Liberato.

Entrambi i laghi artificiali e le Gole stesse sono zone di interesse naturalistico e sono state inserite tra i siti NATURA 2000 (ZPS e SIC IT5220027 Lago dell’Aia, SIC IT520020 Gole del Nera-Sifone, SIC IT520022 Lago di San Liberato). L’area è anche stata dichiarata di notevole interesse pubblico ex art 136 del Codice dei Beni Paesaggistici 42/4004.

Il percorso della ciclabile delle Gole del Nera

Il percorso parte dal Ponte di Augusto e dall’area di parcheggio realizzata sulla sponda destra del fiume, vicino alla chiesa della Madonna del Ponte.

Dalla via principale di Narni Scalo prendere Via della Doga, passare sotto alla ferrovia e inoltrarsi verso il Ponte di Augusto, che domina l’ingresso delle gole. Si notano subito le imponenti strutture del ponte che l’imperatore Augusto fece costruire nell’anno 27 a.C. perché la via Flaminia potesse scavalcare il fiume Nera.

Del ponte oggi restano in piedi il primo arco a sinistra del fiume (m.19,60 di luce), il pilone di sostegno costruito a supporto dell’arco originario più grande e un arco più piccolo a destra del fiume, dove passa la ferrovia, mentre il pilone di centro, crollato nel 1885, giace sul greto del fiume.

Gli archi centrali crollarono nell’anno 800 a causa di un terremoto o di una piena eccezionale ma il ponte venne ripristinato nel anno 1050, gettando tra i piloni delle travi di legno.

L’epoca dell’abbandono definitivo del ponte deve corrispondere con quella della costruzione di un nuovo ponte (detto medioevale) sul Nera, poco più a monte, intorno al 1200 (ponte andato distrutto nella II Guerra Mondiale, di cui rimane solo una passerella).

 

Il vecchio tratto della via Flaminia che approcciava il Ponte Romano fu ben presto dimenticato e con esso una grotta con un’immagine miracolosa della Madonna, protettrice dei viaggiatori che attraversavano il ponte sulle precarie assi gettate tra le travi di legno. Nel 1714 la grotta fu casualmente riscoperta è il culto della Madonna del Ponte riprese slancio.

Sul sito venne costruito un santuario settecentesco che ingloba la grotta, ornata da un frontespizio formato da un maestoso complesso di statue e motivi in stucco bianco, opera in stile barocco dello scultore Michele Chiesa da Como.

All’interno della grotta affreschi databili all’ultimo periodo del XII e XIV sec. In particolare la Madonna con Gesù Bambino, ora venerata come Madonna del Ponte, tiene in braccio Gesù che mostra un cartiglio con la scritta “Ego sum via”, in riferimento forse alla Via Flaminia.

Per chi fosse interessato, la chiesa è raggiungibile tornando sulla strada principale di Narni Scalo e prendendo Via della Madonna del Piano, accanto al supermercato A&O.

 

La pista ciclabile parte proprio dal ponte e segue il vecchio tracciato ferroviario.

Sulla sinistra del fiume, in alto a guarda delle gole, Narni e la Rocca albornoziana, mentre sul lato destro, sempre in posizione dominante, l’antica Abbazia benedettina di San Cassiano. L’Abbazia risale al X secolo, al tempo del papa narnese Giovanni XIII (965-972) e di Santo Orso, primo abate della congregazione.

L’Abbazia sorse su un preesistente monastero fortificato risalente alle guerre gotiche (VI secolo) su probabile volontà del generale Belisario. Durante l’Esarcato, divenne parte del complesso sistema di difesa del Corridoio Bizantino, quando Roma e Ravenna erano unite soltanto da una stretta striscia di terra che si incuneava tra i ducati longobardi.

Il fabbricato della chiesa a croce latina venne modificato nel XIV secolo per creare tre navate, divise da bei pilastri con capitelli romanici, ma resta legato a modelli bizantini, cui forse far risalire anche la presenza di un inusuale arco a ferro di cavallo. Completano il complesso conventuale i fabbricati di servizio per la comunità di monaci e il campanile a cuspide, che spicca da lontano a guardia delle gole.

 

Addentrandoci nelle gole del Nera lungo la Pista Ciclabile si incontra la vecchia galleria ferroviaria e si possono ammirare gli speroni rocciosi che strapiombano verso il fiume. Il monte Santa Croce è disseminato di antiche miniere ed eremi.
Qui di seguito il profilo altimetrico e le distanze della Pista Ciclabile

 

 

A circa 4 km un ponte pedonale in ferro conduce al paesino di Stifone, abbarbicato sulla sponda sinistra del Nera con il castello di Taizzano a guardia sulla sommità della gola.

Per visitare il paesello conviene lasciare la bici sul percorso ciclopedonale e scendere a piedi fino al ponte. Vi vivono solo 41 anime, quanto resta di un piccolo borgo operoso che traeva sostentamento dalla forza motrice dell’acqua, sia del fiume che delle numerose sorgenti che facevano girare le mole dei numerosi mulini.

Nei primi anni del 1700 lo Stato Pontificio promosse lo sfruttamento delle miniere di ferro del Monte Santa Croce e quindi la forza motrice dell’acqua venne imbrigliata per operare una ferriera dove si raffinava il minerale grezzo.

Sulle cascate dell’acqua sorgiva nelle vicinanze della Mola Alberti, su impulso dell’ingegnere Aldobrando Netti, nativo di Stifone e pioniere dell’energia elettrica in Italia, vennero anche messe in funzione nel 1892 due tra le prime centrali idroelettriche italiane, utilizzate anche per illuminare la città di Narni.

Dal 1939 esse sono sommerse dall’invaso artificiale usato per alimentare la centrale ex-Valdarno. L’invaso ha anche coperto lo sbocco di diverse sorgenti naturali, che riescono a fornire un flusso complessivo di circa 10 m³/s.

 

Tornati sul tracciato della vecchia ferrovia e ripreso il cammino, si passa vicino ai resti di antichi impianti idraulici e poco oltre alla diga di sbarramento del fiume.

Terminato il tratto lungo la vecchia linea ferroviaria, la pista descrive due curve e poi si immette sulla Flaminia. Dal ponte della strada è possibile intravedere nell’alveo del fiume i resti di un antico porto romano.

Sempre nella zona è stato ritrovato un bacino artificiale di epoca romana parallelo al fiume che alcuni studiosi locali pensano possa essere un cantiere navale romano.

 

Allo sbocco delle gole, nei pressi dello stabilimento della centrale di Nera Montoro, si trova la località Le Mole (su Via dello Stabilimento, attraversando la Flaminia proprio di fronte a dove la pista ciclabile incontra la statale).

Qui insiste sulla riva destra un complesso antico, chiamato Orto della Molina, composto dal Mulino delle Conce e da un secondo mulino, edificato in tempi remoti su una preesistente villa rustica romana, appartenuta alla suocera di Pompeo.

La struttura molinaria è formata 3 fonti di acqua sorgiva che fornivano forza motrice alle retrecine (turbine) di 4 mole che macinavano sia grano che olive.

Le macine del grano erano orizzontali, con una mola dormiente e l’altra in movimento, mentre quella per le olive prevedeva una mola in movimento verticale. Era quindi un sito pre-industriale importante per tutta la zona. Un’associazione sportiva gestisce l’area e consente di visitare il posto e anche, su richiesta, di mangiare.

 

Accanto, a monte della confluenza delle condotte della Centrale di Nera Montoro, che restituiscono al fiume le acque inquinate precedentemente cooptate, in coincidenza di una condotta di sicurezza, la riva si allarga in un’ansa artificiale e qui la popolazione locale da anni va a fare il bagno, incurante del rischio di inondazione in caso di blocco delle turbine della centrale.

Proseguendo oltre la Centrale Elettrica, rimanendo sempre sulla destra idraulica del fiume, dopo una breve salita si giunge alla stazione ferroviaria di Nera Montoro.